
Il servizio di Assistenza Domiciliare Minori (A.D.M.) è rivolto ai minori le cui famiglie siano impossibilitate o trovino difficoltà nell'assicurare loro un'armonica stimolazione educativa ed una adeguata socializzazione.
Le tipologie delle prestazioni richieste sono riassumibili in tre grandi fasce:
attuare interventi rivolti direttamente al minore, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo personale ed i rapporti con i membri del nucleo familiare e del contesto socio - ambientale;
sostenere la famiglia nello svolgimento delle sue funzioni educative e di cura;
favorire la partecipazione ad attività ludico - culturali - formative e terapeutiche, se e quando richieste dal programma personalizzato.
Tramite l'A.D.M. è possibile mettere a disposizione di chi si trova in difficoltà le risorse di un'altra persona, che svolge una funzione ausiliaria e che stimola lo sviluppo delle potenzialità attraverso l'esempio e la possibilità di identificazione. L'educatore, di fatto, svolge compiti di sostegno emozionale, strumentale e informativo, garantendo:
un reale ascolto della persona in difficoltà;
un contributo alla crescita del minore, attraverso contatti sociali soddisfacenti, atti a suscitare un senso di appartenenza;
un aiuto nella comprensione degli eventi, tramite una guida cognitiva e consigli nella valutazione dei fatti;
una collaborazione allo svolgimento di compiti pratici e un'offerta di risorse materiali.
Nell'idea di accostare un educatore ad un minore è insita l'ipotesi che l'educatore possa contribuire a ristabilire condizioni adeguate di vita ed esperienza, a condizione che ciò non avvenga in modo improvvisato e casuale ma si compia a partire dalla realistica consapevolezza del ruolo e della responsabilità che ci si assume.
Un rapporto che si giochi sulla custodia/attaccamento è necessario affinché l'educatore svolga la sua funzione, ma non deve svilupparsi ed esaurirsi solamente tra l'operatore ed il minore: la competenza comunicativa, l'apertura agli affetti e alla conoscenza che la presenza dell'educatore può attivare, vanno infatti spesi soprattutto nei momenti e nei rapporti che formano l'ambiente naturale del minore. L'educatore lavora con lui ma affinché egli possa utilizzare altrove e con altri ciò che apprende e sperimenta. Tutto ciò può essere realizzato se l'educatore, con il suo modo di porsi, diventa non un genitore al posto di un altro, bensì un'opportunità che consenta al minore di vivere meglio sé stesso in un certo periodo della propria storia e in ciò che costituisce il proprio mondo: la famiglia, la scuola, i compagni ecc.
Il ruolo delicato dell'educatore consiste dunque nell'accompagnare il minore in alcune esperienze fondamentali del suo percorso educativo: con il suo lavoro, l'educatore rappresenta l'occasione perché il minore possa imparare a gestirsi all'interno di un normale rapporto interpersonale, riuscendo quindi in un secondo momento a riprodurre le medesime modalità in altri contesti e ambiti di vita.
Inoltre, tramite l'A.D.M. è possibile osservare i contesti familiari da vicino, individuando quindi i nodi problematici e, più in generale, tutti quei dati che possono dare agli operatori sociali un quadro preciso della situazione, permettendo loro di elaborare progetti sempre meglio personalizzati.
In sintesi, il compito dell'educatore che si occupa di assistenza domiciliare è quello di proteggere e sostenere il minore - che deve progressivamente acquisire fiducia in sé stesso e negli adulti - e, contemporaneamente, offrire ai genitori - attraverso l'esempio e la condivisione di compiti ed esperienze - gli strumenti e le competenze che permettano loro di rapportarsi in modo adeguato e positivo con i propri figli.
| Comune di Osnago (LC) |
dal gennaio 2001 a tutt'oggi |
| Comune di Monza (MI) |
dal marzo 1994 al luglio 2003 |
| Comune di Carugate (MI) |
dal 1991 a tutt'oggi |
| Comune di Merate (LC) |
dall'aprile 1996 all'agosto 2002 |
| Comune di Milano |
dal 1986 al dicembre 1999 |
ASL n.3 di Milano
per Carate Brianza (MI) |
dal 1991 al dicembre 1998 |
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